Finalmente arrivano dal ministro Clini parole sensate e verità ineluttabili a cui il governo precedente si era sottratto o aveva omesso.
Infatti il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, nel corso di un’intervista rilasciata alla trasmissione televisiva «Uno Mattina», su Rai1, ha dichiarato che gli incentivi per le energie rinnovabili non rappresentano il peso più importante nei costi delle bollette elettriche degli Italiani.
Discussione già ampiamente dibattuta nel 2011 quando il ministro Romani anche davanti a dati certi, sicuramente pressato da fonti esterne, continuava a gettare fango sul fotovoltaico sostenendo che pesava enormemente sulle bollette degli italiani.
Tutto questo per “spingere” il mercato verso il nucleare, strategia crollata miseramente dopo il disastro nucleare di Fukushima.
Si dimenticava che la famosa componente CIP 6 che pesa sulle bollette elettriche già da innumerevoli anni, comprende anche gli incentivi ai termovalorizzatori e alle grandi aziende energifore (vedi associati a Confindustria) che gravano in bolletta molto di più che le energie rinnovabili (in percentuale il 70% sul totale della componente CIP 6)
Durante la scorsa settimana, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) aveva annunciato un aumento delle bollette elettriche di circa il 4 per cento a partire dal primo trimestre 2012, attribuendo le motivazioni di tale scelta allo sviluppo delle energie rinnovabili e, in particolare, del fotovoltaico.
Successivamente l’associazione del fotovoltaico Gifi aveva presentato le proprie cifre riguardo ai costi degli incentivi, sostenendo che essi hanno un peso del 30 per cento sugli aumenti annunciati dall’AEEG e che il 70 per cento della responsabilità è da attribuire all’aumento dei combustibili fossili.
Per quanto riguarda il fotovoltaico, il ministro ha aggiunto di volerlo incrementare e, interrogato sul futuro dei grandi impianti a terra, ha dichiarato di voler «puntare su grandi quantità di energia in piccole estensioni».
Secondo il ministro, «il fotovoltaico nei prossimi anni dovrebbe fare un salto tecnologico come quello compiuto alla fine degli anni ’80 dalla telefonia nel campo delle comunicazioni.
Il settore, ha un potenziale enorme di sviluppo, attualmente viene infatti utilizzato soltanto il 10-12 per cento dell’energia solare». Tra le priorità del ministro, infine, c’è anche la semplificazione degli iter burocratici per la realizzazione di impianti ad energie rinnovabili.
via Il sostegno alle rinnovabili non è il peso più importante in bolletta.



