<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Insolaria</title> <atom:link href="http://www.insolaria.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.insolaria.it</link> <description>Tutta l&#039;energia del sole siciliano nelle tue mani.</description> <lastBuildDate>Thu, 26 Jan 2012 11:23:39 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Incrementi di efficienza nel settore fotovoltaico</title><link>http://www.insolaria.it/2012/01/26/incrementi-di-efficienza-nel-settore-fotovoltaico/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2012/01/26/incrementi-di-efficienza-nel-settore-fotovoltaico/#comments</comments> <pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:19:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[conto energia 2012]]></category> <category><![CDATA[energia solare]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[pannelli solari]]></category> <category><![CDATA[record]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1679</guid> <description><![CDATA[Puntare sulla qualità è importante, i progressi della tecnologia fotovoltaica, aggiunti al boom delle installazioni di impianti in tutto il mondo, hanno fatto sì che la produzione elettrica del sole sia cresciuta in maniera esponenziale. Sono nati nuovi prodotti, che hanno portato i pannelli solari...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2012/01/filmsottile.jpg?cbf681"><img class="alignleft size-medium wp-image-1687" title="Fotovoltaico film sottile" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2012/01/filmsottile-300x176.jpg?cbf681" alt="Fotovoltaico film sottile" width="300" height="176" /></a>Puntare sulla qualità è importante, i progressi della tecnologia fotovoltaica, aggiunti al boom delle installazioni di impianti in tutto il mondo, hanno fatto sì che la produzione elettrica del sole <strong>sia cresciuta in maniera esponenziale</strong>. Sono nati nuovi prodotti, che hanno portato i pannelli solari a <strong>livelli di efficienza davvero alti</strong>. Fra questi i gettonati moduli fotovoltaici a film sottile “made in USA”, della First Solar, e i moduli fotovoltaici al silicio cristallino dell’azienda tedesca Q-cells.</p><p>È di ieri l’annuncio di First Solar, in occasione del Summit Mondiale sul futuro dell’energia attualmente in corso ad Abu Dhabi, riguardante il nuovo <strong>record mondiale di efficienza</strong> raggiunto dai suoi moduli fotovoltaici a film sottile, nello specifico realizzati in telloruro di cadmio CdTe.First Solar in realtà ha battuto se stessa, ovvero il suo record precedente, registrando un tasso di conversione della luce solare in energia elettrica del 14,4%, in riferimento all’area totale del modulo. Il nuovo dato, certificato dal National Renewable Energy Laboratory del Dipartimento dell’Energia Usa, ha superato il precedente risultato del 13,4%. L’obiettivo del gruppo statunitense, è adesso quello di raggiungere un’efficienza media dei moduli portandola al 14,5-15% per la fine del 2015.</p><p>Già nel primo trimestre del 2012, First Solar ha previsto un ulteriore miglioramento fino al 12,7%. Sino ad oggi, la società ha prodotto oltre 5 GW di moduli fotovoltaici a film sottile, riuscendo a convertire una lastra di vetro in un pannello fotovoltaico completo, in circa 2 ore e mezzo.Alla stessa maniera, è cresciuta anche l’efficienza dei moduli fotovoltaici al silicio cristallino a 60 celle, dell’azienda tedesca Q-cells.</p><p>Anche in questo caso, l’azienda ha annunciato dei risultati importanti, certificati dal Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems ISE di Friburgo.La società ha infatti registrato un aumento di efficienza al 18,5%, per un modulo con 60 celle multi cristalline con riferimento all’area di apertura, ed un “peak output” di 283 W per un modulo quasi-monocristallino. Entrambi i risultati si basano sull’utilizzo della cella di Q-Cells chiamata Q.ANTUM, che è stata concepita con una struttura innovativa nel lato posteriore, composto da strati dielettrici in combinazione con contatti locali.</p><p>Tale struttura<strong> migliora la cella</strong> sia dal punto di vista ottico che elettrico, portando ad un risultato maggiore rispetto a quello dato dalle tecnologie attualmente in uso.</p><p>via<a href="http://www.fotovoltaico-news.com/994-incrementi-di-efficienza-settore-fotovoltaico/">Incrementi di efficienza nel settore fotovoltaico</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2012/01/26/incrementi-di-efficienza-nel-settore-fotovoltaico/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Ora nel fotovoltaico siamo i primi al mondo</title><link>http://www.insolaria.it/2012/01/20/ora-nel-fotovoltaico-siamo-i-primi-al-mondo/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2012/01/20/ora-nel-fotovoltaico-siamo-i-primi-al-mondo/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Jan 2012 12:22:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1653</guid> <description><![CDATA[Nel 2011 lItalia ha superato la Germania ed ha conquistato la leadership mondiale per la potenza installata nel solare.Nella Repubblica di Oggi 10-gennaio-2012 a pagina 21 Federico Rampini riporta i dati che emergono da uno studio dellIhs.Nel suo rapporto “I-Supply Market Brief”, l´Ihs afferma che...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2011 lItalia ha superato la Germania ed ha conquistato la leadership mondiale per la potenza installata nel solare.Nella Repubblica di Oggi 10-gennaio-2012 a pagina 21 Federico Rampini riporta i dati che emergono da uno studio dellIhs.Nel suo rapporto “I-Supply Market Brief”, l´Ihs afferma che le installazioni totali di nuovi sistemi fotovoltaici a fine 2011 hanno raggiunto quota 5,9 gigawatt in Germania, registrando un calo del 20% rispetto al 2010 quando la potenza complessiva di nuova installazione aveva raggiunto i 7,4 gigawatt.</p><p><a class="fancybox" title="pannello-fotovoltaico" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/09/pannello-fotovoltaico.jpg?cbf681"><img class="alignleft size-full wp-image-1646" title="pannello-fotovoltaico" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/09/pannello-fotovoltaico-150x150.jpg?cbf681" alt="" width="150" height="150" align="left" /></a>Nel tempo stesso l´Italia ha realizzato uno notevole scatto in avanti, sostanzialmente raddoppiando i sistemi solari installati in un anno: dai 3,6 gigawatt del 2010 è arrivata a 6,9 gigawatt prodotti dai nuovi impianti nel 2011.La Germania ha perso così una leadership che aveva detenuto per due anni di seguito.La ragione del risultato dipende in parte in una saturazione del mercato tedesco, ma ancor più nell´effetto degli incentivi italiani.Lo sostiene nel rapporto californiano il direttore delle ricerche sul mercato <strong>fotovoltaico</strong>, Henning Wicht.”Dal 2009 la Germania era il numero uno mondiale”, sostiene Wicht, grazie alla forte domanda sia dei privati cittadini per i pannelli solari sulle case, sia degli investitori istituzionali. Ma a fronte di uno stallo della domanda tedesca nella prima metà del 2011, gli incentivi pubblici offerti in Italia si sono dimostrati attraenti, e hanno sostenuto una massiccia crescita delle nuove installazioni solari, dando all´Italia il primato”.Questo risultato è stato raggiunto nonostante il decreto Romani che tanta instabilità ha creato negli imprenditori impegnati.</p><p>Il governo attuale sembra consapevole di questi disagi ed il ministro Clini parlando stamattina nella trasmissione “Uno mattina” ha difeso il settore sostenendo che “basta col gioco delloca nelle autorizzazioni” , perché “il <strong>fotovoltaico</strong> nei prossimi anni dovrebbe fare un salto tecnologico come quello compiuto alla fine degli anni 80 dalla telefonia nel campo delle comunicazioni. Il settore ha un potenziale enorme di sviluppo, attualmente viene infatti utilizzato soltanto il 10-12 per cento dell’energia solare”.Sempre nella stessa pagina di Repubblica Massimo Sapienza di SosRinnovabili viene intervistato sullargomento. “Adesso”, sostiene, tra laltro, Sapienza, “servono meno incentivi e più certezze”.Sempre sullargomento Gaetano Buglisi di SosRinnovabili interviene sostendo che finalmente qualcosa si sta muovendo e che i fatti del <strong>fotovoltaico</strong> italiano sono la vera ragione della nuova presa di coscienza che appare nei media e nel governo</p><p><a href="http://www.ihs.com/it/it/?scs=1">Il sito in italiano  dell’Ihs</a></p><p><a title="la pagina 21 di Repubblica del 10 gennaio 2012" href="http://sosrinnovabili.net/media/pdf/repubblica-pagina21-10-gennaio-2012.pdf">L’articolo di Rampini e l’intervista di Sapienza</a></p><p><a href="http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=10155:rinnovabili-clini-basta-al-gioco-delloca-delle-autorizzazioni&amp;catid=1:latest-news&amp;Itemid=50">l’intervento del ministro Clini</a></p><p><a href="http://sosrinnovabili.net/flat/RampiniBuglisi/">Il commento di Gaetano Buglisi</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2012/01/20/ora-nel-fotovoltaico-siamo-i-primi-al-mondo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il sostegno alle rinnovabili non è il peso più importante in bolletta</title><link>http://www.insolaria.it/2012/01/12/il-sostegno-alle-rinnovabili-non-e-il-peso-piu-importante-in-bolletta/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2012/01/12/il-sostegno-alle-rinnovabili-non-e-il-peso-piu-importante-in-bolletta/#comments</comments> <pubDate>Thu, 12 Jan 2012 12:57:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[conto energia]]></category> <category><![CDATA[conto energia 2012]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[Fotovoltaico Sicilia]]></category> <category><![CDATA[statistiche]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1641</guid> <description><![CDATA[Finalmente arrivano dal ministro Clini parole sensate e verità ineluttabili a cui il governo precedente si era sottratto o aveva omesso. Infatti il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, nel corso di un’intervista rilasciata alla trasmissione televisiva «Uno Mattina», su Rai1, ha dichiarato che gli incentivi per le...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2012/01/corrado-clini-150x150.jpg?cbf681"><img class="alignleft size-full wp-image-1646" title="Ministro Clini Fotovoltaico" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2012/01/corrado-clini-150x150.jpg?cbf681" alt="" width="150" height="150" /></a>Finalmente arrivano dal ministro Clini parole sensate e verità ineluttabili a cui il governo precedente si era sottratto o aveva omesso.</p><p>Infatti il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, nel corso di un’intervista rilasciata alla trasmissione televisiva «Uno Mattina», su Rai1, ha dichiarato che gli incentivi per le energie rinnovabili non rappresentano il peso più importante nei costi delle bollette elettriche degli Italiani.</p><p>Discussione già ampiamente dibattuta nel 2011 quando il ministro Romani anche davanti a dati certi, sicuramente pressato da fonti esterne, continuava a gettare fango sul fotovoltaico sostenendo che pesava enormemente sulle bollette degli italiani.</p><p>Tutto questo per “spingere” il mercato verso il nucleare, strategia crollata miseramente dopo il disastro nucleare di Fukushima.</p><p>Si dimenticava che la famosa componente CIP 6 che pesa sulle bollette elettriche già da innumerevoli anni, comprende anche gli incentivi ai termovalorizzatori e alle grandi aziende energifore (vedi associati a Confindustria) che gravano in bolletta molto di più che le energie rinnovabili (in percentuale il 70%  sul totale della componente CIP 6)</p><p>Durante la scorsa settimana, l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) aveva annunciato un aumento delle bollette elettriche di circa il 4 per cento a partire dal primo trimestre 2012, attribuendo le motivazioni di tale scelta allo sviluppo delle energie rinnovabili e, in particolare, del fotovoltaico.</p><p>Successivamente l’associazione del fotovoltaico Gifi aveva presentato le proprie cifre riguardo ai costi degli incentivi, sostenendo che essi hanno un peso del 30 per cento sugli aumenti annunciati dall’AEEG e che il 70 per cento della responsabilità è da attribuire all’aumento dei combustibili fossili.</p><p>Per quanto riguarda il fotovoltaico, il ministro ha aggiunto di volerlo incrementare e, interrogato sul futuro dei grandi impianti a terra, ha dichiarato di voler «puntare su grandi quantità di energia in piccole estensioni».</p><p>Secondo il ministro, «il fotovoltaico nei prossimi anni dovrebbe fare un salto tecnologico come quello compiuto alla fine degli anni ’80 dalla telefonia nel campo delle comunicazioni.</p><p>Il settore, ha un potenziale enorme di sviluppo, attualmente viene infatti utilizzato soltanto il 10-12 per cento dell’energia solare». Tra le priorità del ministro, infine, c’è anche la semplificazione degli iter burocratici per la realizzazione di impianti ad energie rinnovabili.</p><p>via <a href="http://www.fotovoltaico-news.com/922-incentivi-fotovoltaico-bollette-elettriche/">Il sostegno alle rinnovabili non è il peso più importante in bolletta</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2012/01/12/il-sostegno-alle-rinnovabili-non-e-il-peso-piu-importante-in-bolletta/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Moduli fotovoltaici a fine ciclo vita, riciclo diventa obbligatorio in EU</title><link>http://www.insolaria.it/2012/01/10/moduli-fotovoltaici-a-fine-ciclo-vita-riciclo-diventa-obbligatorio-in-eu/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2012/01/10/moduli-fotovoltaici-a-fine-ciclo-vita-riciclo-diventa-obbligatorio-in-eu/#comments</comments> <pubDate>Tue, 10 Jan 2012 11:44:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[agevolazioni fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[energia solare]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[Fotovoltaico Sicilia]]></category> <category><![CDATA[pannelli solari]]></category> <category><![CDATA[Sole]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1623</guid> <description><![CDATA[Il riciclaggio dei moduli e di altri componenti fotovoltaici è diventato obbligatorio in Europa. E’ il risultato della modifica della direttiva 2002/96/CE sui RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) che giunge dopo tre anni di negoziati con l’approvazione del Comitato permanente dei rappresentanti dei...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/12/sfondoAlex.jpg?cbf681"><img class="alignleft size-full wp-image-1571" title="Riciclo pannelli fotovoltaici" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/12/sfondoAlex-150x150.jpg?cbf681" alt="Impianto fotovoltaico realizzato da Insolaria in Sicilia" width="150" height="150" /></a>Il riciclaggio dei moduli e di altri componenti fotovoltaici è diventato obbligatorio in Europa. E’ il risultato della modifica della direttiva 2002/96/CE sui RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) che giunge dopo tre anni di negoziati con l’approvazione del Comitato permanente dei rappresentanti dei 27 Stati dell’Unione europea (Coreper), che giunge dopo il via libera di Consiglio Ue, Europarlamento e Commissione Ue.</p><p>Tra le novità introdotte con la revisione della normativa c’è appunto l’obbligo di raccolta dei moduli fotovoltaici giunti a fine vita per avviarli al riciclo. L’industria fotovoltaica europea è pronta a raccogliere la sfida lanciata dalla direttiva su RAEE modificata, fa sapere EPIA (European Photovoltaic Industry Association), che rivendica l’esperienza acquisita attraverso PV Cycle, il sistema pan-europeo di raccolta e riciclaggio dei moduli fotovoltaici avviato nel 2007, al quale, secondo EPIA, dovrebbero rifarsi gli Stati membri nell&#8217;implementare le nuove misure per i rifiuti da fotovoltaico. Per l’associazione è infatti necessario, a questo punto, evitare un’eccessiva frammentazione delle iniziative a livello nazionale, che potrebbero mettere a rischio i risultati raggiunti finora. “E’ importante che il legislatore europeo abbia incluso nella direttiva un riferimento ai meccanismi già esistenti, come PV Cycle, che può continuare ad operare nel quadro della normativa sui Raee”, ha sottolineato Jan Clyncke (nella foto a sinistra), direttore dell’organizzazione. EPIA chiede inoltre di utilizzare la possibilità prevista dalla direttiva sui RAEE di introdurre un target specifico di raccolta per i moduli fotovoltaici, il che &#8211; sottolinea &#8211; favorirebbe la raccolta differenziata di questi prodotti che differiscono da altri dispositivi elettrici ed elettronici come radio e Tv. Target che dovrebbe essere basato sulle &#8220;quantità di moduli fv a fine vita disposibili”, ha spiegato il segretario generale di EPIA, Reinhold Buttgereit.</p><p>via <a href="http://www.energymanager.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2396%3Amoduli-fotovoltaici-a-fine-ciclo-vita-riciclo-diventa-obbligatorio-in-eu&amp;catid=30%3Aenergie-rinnovabili&amp;Itemid=50&amp;lang=it">Moduli fotovoltaici a fine ciclo vita, riciclo diventa obbligatorio in EU</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2012/01/10/moduli-fotovoltaici-a-fine-ciclo-vita-riciclo-diventa-obbligatorio-in-eu/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Crisi del lavoro? No problem, ci pensa la Green Economy.</title><link>http://www.insolaria.it/2011/12/16/crisi-del-lavoro-no-problem-ci-pensa-la-green-economy/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/12/16/crisi-del-lavoro-no-problem-ci-pensa-la-green-economy/#comments</comments> <pubDate>Fri, 16 Dec 2011 16:04:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[conto energia 2012]]></category> <category><![CDATA[energie alternative]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[Fotovoltaico Sicilia]]></category> <category><![CDATA[Sicilia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1599</guid> <description><![CDATA[&#160; Secondo una recente indagine presentata da Unioncamere alla 21esima edizione di JOB&#38;Orienta più di un terzo delle assunzioni previste dalle aziende (il 38%, circa 227mila su un totale di 600mila) riguardano profili professionali relativi ad ambiente e sostenibilità. Il dato è chiaro. Il 23,9%...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p><p><a href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/12/logo_uc.gif?cbf681"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1605" title="logo_uc" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/12/logo_uc-150x116.gif?cbf681" alt="" width="150" height="116" /></a></p><p>Secondo una recente indagine presentata da Unioncamere alla 21esima edizione di JOB&amp;Orienta più di un terzo delle assunzioni previste dalle aziende (il 38%, circa 227mila su un totale di 600mila) riguardano profili professionali relativi ad ambiente e sostenibilità.</p><p>Il dato è chiaro. Il 23,9% delle imprese italiane tra il 2008 e il 2011 ha investito o investirà in tecnologie e prodotti green, segno che il futuro dipende sempre più da strategie legate a innovazione e sostenibilità.</p><p>Delle 227mila assunzioni previste nel settore, circa la metà è costituita da professioni strettamente legate al mondo della green economy, come quelle dei settori delle rinnovabili, della gestione di acque e rifiuti, dell&#8217;efficienza energetica, dell&#8217;edilizia sostenibile e della mobilità alternativa. Secondo il rapporto, i risultati più significativi, riguardanti l’occupazione verde, vengono dal Sud e dalle piccole imprese che portano, nella maggior parte dei casi, ad assunzioni più stabili rispetto alle professioni normali (nel 48% dei casi si arriva ad un contratto a tempo indeterminato, contro il 43% degli altri lavori). Un vero e proprio miracolo se si pensa che il Mezzogiorno e le Pmi sono i soggetti più colpiti dalla crisi. Proprio nell’ultimo numero di Impresa Sicilia avevamo affrontato questo argomento e tutti gli scenari futuri che lascia presagire già da ora, avevamo anche analizzato possibili figure professionali e settori che dalla Green economy possono prendere vita.</p><p>Infatti, per quanto riguarda i settori, quelli più riconducibili a questo tipo di bisogno sono l&#8217;edilizia (oltre il 70% delle assunzioni programmate va in questa direzione) e l&#8217;industria manifatturiera (più della metà delle assunzioni). Si tratta in parte di figure nuove, legate a innovazioni e tecnologie o a nuovi bisogni ambientali, sociali ed economici, ma anche di professioni già esistenti. In ogni caso, le figure più ricercate sono, si legge nel comunicato stampa, &#8220;l&#8217;auditor esperto in emissioni di gas serra in atmosfera, il tecnico superiore per industrializzazione, qualità e sostenibilità dell&#8217;industria del mobile, lo statistico ambientale, l&#8217;operatore marketing delle produzioni agroalimentari biologiche, il risk manager ambientale, l&#8217;ingegnere dell&#8217;emergenza, il progettista di architetture sostenibili e l&#8217;esperto del ciclo di vita dei prodotti industriali&#8221;.</p><p>Certo, nonostante i risultati raggiunti, ancora oggi le imprese lamentano infatti difficoltà nel trovare il 30,3% dei profili green in senso stretto e il 28,1% delle figure riconducibili alla green economy, con la conseguenza che ben il 15% del fabbisogno rischia di rimanere insoddisfatto a causa della mancanza di competenze e professionalità. Sarà compito della formazione risolvere questa problematica.</p><p>via<a href="http://www.impresasicilia.net/articolo/847/Crisi-del-lavoro?-No-problem,-ci-pensa-la-Green-Economy.">Crisi del lavoro? No problem, ci pensa la Green Economy.</a>.<br /> vedi anche : <a href="http://www.unioncamere.gov.it/P42A946C160S123/I--Green-Jobs--tra-i-lavori-del-futuro.htm">http://www.unioncamere.gov.it/P42A946C160S123/I&#8211;Green-Jobs&#8211;tra-i-lavori-del-futuro.htm</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/12/16/crisi-del-lavoro-no-problem-ci-pensa-la-green-economy/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Dock+Go, una carica di energia per le vetture elettriche</title><link>http://www.insolaria.it/2011/12/13/dockgo-una-carica-di-energia-per-le-vetture-elettriche/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/12/13/dockgo-una-carica-di-energia-per-le-vetture-elettriche/#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Dec 2011 10:45:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[auto elettriche]]></category> <category><![CDATA[conto energia 2012]]></category> <category><![CDATA[energia solare]]></category> <category><![CDATA[energie alternative]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[opportunità]]></category> <category><![CDATA[Sicilia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1588</guid> <description><![CDATA[L&#8217;invenzione svizzera potrebbe rivoluzionare il mercato delle auto elettriche. La ricarica della propria auto elettrica diventa un&#8217;appendice del proprio veicolo, in grado di accumulare energia dai pannelli solari di casa o dalla presa di corrente del garage. Si chiama Dock+Go l&#8217;invenzione della casa automobilistica svizzera...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;invenzione svizzera potrebbe rivoluzionare il mercato delle auto elettriche.</strong></p><p>La ricarica della propria auto elettrica diventa un&#8217;appendice del proprio veicolo, in grado di accumulare energia dai pannelli solari di casa o dalla presa di corrente del garage. Si chiama Dock+Go l&#8217;invenzione della casa automobilistica svizzera Rinspeed: attraverso una sorta di rimorchio a carrellino, da attaccare alla scocca dell&#8217;auto elettrica e collegare al motore quando ce n&#8217;è bisogno.</p><p><img class="alignleft" title="Dock+GO SMART" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/12/dockgo2.jpg?cbf681" alt="Dock+GO SMART" width="250" height="135" /></p><p><em>Il prototipo pensato per la Smart ForTwo</em></p><p>L&#8217;invenzione sarà presentata al Salone dell&#8217;Auto di Ginevra, che si terrà a marzo 2012. Il prototipo di auto con cui verrà usata sarà la Smart ForTwo ma dovrebbe poi adattarsi a vari tipi di auto elettriche. All&#8217;interno del carrellino è presente un energy pack in grado di integrare e ricaricare gli accumulatori delle auto elettriche. Un sistema composto da un motore termico oppure da un range extender, che a sua volta può essere alimentato da accumulatori o da un propulsore fuel cell.</p><p><strong>Funziona anche come frigo o forno riscaldato</strong></p><p>Nelle intenzioni di Rinspeed, Dock+Go dovrebbe fare anche molte altre cose, integrandosi a un sistema di pannelli solari casalingo può dare vita a un sistema energetico interamente sostenibile. In più il carrello-magico può essere usato anche come frigorifero o come forno, rendendosi utile per le consegne di cibo a domicilio. Chi vuole lo può invece utilizzare come semplice vano porta oggetti. Conseguenza &#8220;estetica&#8221; di Dock+Go saranno le 2 ruote aggiuntive che porteranno l&#8217;auto ad averne 6.</p><p>&nbsp;</p><p><strong>Il futuro dell&#8217;auto è elettrico</strong></p><p>Cresce l&#8217;interesse per le auto a impatto zero. E, naturalmente, per le batterie che consentono loro di muoversi.</p><p>L&#8217;annuncio di ieri è che nel 2020 le batterie dei veicoli elettrici saranno quattro volte più leggere e autonome di quelle disponibili oggi sul mercato.</p><p>A sostenerlo è Giovanni Pede, capo del laboratorio &#8221;Veicoli a basso impatto ambientale&#8221; dell&#8217;Enea (Ente per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e l&#8217;ambiente).</p><p>Una novità importante, soprattutto se si pensa che nel 2000 le batterie erano grandi il doppio e avevano un&#8217;autonomia in termini di chilometri pari alla metà di quelle di oggi.</p><p><strong>E a Francoforte le aziende hanno puntato sulle elettriche</strong></p><p>Alle auto eletrriche ha dedicato ampio spazio la sessantaquattresima edizione del Salone di Francoforte (guarda il video), kermesse internazionale dedicata alle 4 ruote che raduna in un colpo solo tutti i maggiori costruttori di auto del mondo.</p><p>Da Volkswagen ad Audi, passando per Bmw, Mercedes, Fiat, Renault, Peugeot, Toyota, Mazda ecc. nessuno manca all&#8217;appello. Centinaia gli esemplari esposti, di cui ben 89 nuovi modelli presentati in anteprima. Grande protagonista quest&#8217;anno è l&#8217;auto elettrica che quasi tutti i principali costruttori hanno già &#8220;in cantiere&#8221; o si apprestano a lanciare sul mercato entro 2 anni.</p><p><strong>È il Salone dell&#8217;elettrico</strong></p><p>Se Renault, Citroen e Peugeot sono a un passo dalla commercializzazione per l&#8217;inizio del 2012 (con i modelli Twizy, C-Zero e I-on) altri marchi tra cui Volkswagen, Nissan e Opel si apprestano a fare la stessa cosa entro poco tempo.</p><p><strong>Rivoluzione a zero emissioni</strong></p><p>Nelle intenzioni dei big dell&#8217;auto si tratta di realizzare veicoli destinati a rivoluzionare il concetto di mobilità urbana: city car soprattutto ma anche mezzi commerciali e berline. ilsalvagente.it è andato all&#8217;edizione 2011 dell&#8217;appuntamento automobilistico più atteso dell&#8217;anno, per vedere da vicino tutte le novità a 4 ruote e impatto zero.</p><p><strong> Il mercato torna a crescere</strong></p><p>Intanto oggi, proprio in concomitanza col Salone di Francoforte arrivano buone notizie per il mercato dell&#8217;auto. Nel mese di agosto le vendite di auto in Europa sono infatti cresciute del 7,8% attestandosi a 787.435 unità.</p><p>A luglio, invece, il mercato dell&#8217;auto in Europa aveva subito un calo dell&#8217;1,9% segnando 1.050.365 immatricolazioni.</p><p>Il gruppo Fiat ha immatricolato ad agosto 45.585 nuove vetture, con un calo del 7,6% (quota al 5,8% dal precedente 6,8%). A luglio le vendite del Lingotto avevano subito un calo del 9,9%, a 75.365 unità  (quota al 7,2% dal 7,8%).</p><p>&nbsp;</p><p>via <a href="http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Dock%2BGo%2C+una+carica+di+energia+per+le+vetture+elettriche&amp;idSezione=12250">Dock+Go, una carica di energia per le vetture elettriche &#8211; IL SALVAGENTE &#8211; quotidiano on-line dei consumatori</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/12/13/dockgo-una-carica-di-energia-per-le-vetture-elettriche/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Sicilia, Regione firma a Bruxelles il &#8216;Patto delle Isole&#8217;</title><link>http://www.insolaria.it/2011/11/30/sicilia-regione-firma-a-bruxelles-il-patto-delle-isole/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/11/30/sicilia-regione-firma-a-bruxelles-il-patto-delle-isole/#comments</comments> <pubDate>Wed, 30 Nov 2011 19:37:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[agevolazioni]]></category> <category><![CDATA[agevolazioni fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[conto ene]]></category> <category><![CDATA[conto energia 2012]]></category> <category><![CDATA[Fotovoltaico Sicilia]]></category> <category><![CDATA[opportunità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1540</guid> <description><![CDATA[Palermo, 30 nov. &#8211; (Adnkronos) &#8211; La Sicilia fa un altro passo avanti verso l&#8217;Europa. 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Il vice presidente della Regione, Giosuè Marino, ha firmato nella sala delle adunanze del Parlamento europeo, il Patto delle Isole: l&#8217;accordo che impegna la Sicilia e le amministrazioni comunali delle isole &#8220;minori&#8221;, Favignana, Lampedusa, Leni, Lipari, Malfa, Pantelleria, Santa Maria Salina e Ustica, che hanno dato formale delega alla Regione, ad abbattere le emissioni di anidride carbonica nell&#8217;atmosfera del venti per cento entro il 2020. La Sicilia, che aveva già aderito nel novembre del 2010 al Patto dei Sindaci, ha formalizzato adesso la sua partecipazione anche al Patto delle Isole, che offre maggiori incentivi alle amministrazioni che decidono di utilizzare fonti rinnovabili e sistemi che abbattano le dispersioni e gli sprechi energetici.</p><p>&#8220;Il Patto dei sindaci e, da oggi, il Patto delle isole, sono strumenti che costituiscono un importantissimo strumento per lo sviluppo di una nuova politica energetica, &#8211; ha detto l&#8217;assessore Marino -. Attraverso l&#8217;impegno e il supporto tecnico della Regione, tutti i comuni siciliani, hanno adesso l&#8217;opportunità di varare progetti sull&#8217;utilizzazione delle risorse rinnovabili, sul risparmio e sull&#8217;efficienza nell&#8217;uso dell&#8217;energia. Siamo di fronte a una opzione di sviluppo sostenibile su cui il Governo della Regione si è impegnato in maniera determinante&#8221;. Grazie ai finanziamenti comunitari che sarà possibile utilizzare, contribuiremo in maniera concreta alla tutela dell&#8217;ambiente, dando un forte impulso a nuove attività imprenditoriali che produrranno &#8211; è questo il nostro impegno &#8211; vantaggi anche sul piano economico ed occupazionale.&#8221;</p><p>La Sicilia, fin dalla sua adesione al patto dei sindaci &#8211; il 9 novembre dell&#8217;anno scorso &#8211; è stata individuata come struttura di supporto per gli enti locali dell&#8217;isola. Per questo motivo alla cerimonia di Bruxelles, Giosuè Marino, che è assessore regionale dell&#8217;energia, era accompagnato sia dal dirigente generale del dipartimento dell&#8217;energia, Gianluca Galati, che dal responsabile della gestione dei finanziamenti comunitari, Pietro Valenti, che hanno parallelamente incontrato i responsabili della gestione delle due iniziative comunitarie per una verifica della &#8220;road map&#8221; che dovrà portare al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla cosiddetta strategia &#8220;20 &#8211; 20 &#8211; 20&#8243;. Con la firma di ieri e l&#8217;impegno alla redazione dei SEAP, i singoli piani d&#8217;azione per l&#8217;energia sostenibile, all&#8217;assessorato di via Ugo La Malfa sarà infatti costituita una vera e propria cabina di regia regionale, che coordinerà le attività su tutto il territorio: dalla realizzazione degli studi alla selezione dei progetti da ammettere al finanziamento, dal monitoraggio delle procedure a quello dei risultati ottenuti.</p><p>via adnkronos</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/11/30/sicilia-regione-firma-a-bruxelles-il-patto-delle-isole/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Luce nel silicio, il diodo fotonico</title><link>http://www.insolaria.it/2011/11/28/luce-nel-silicio-il-diodo-fotonico/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/11/28/luce-nel-silicio-il-diodo-fotonico/#comments</comments> <pubDate>Mon, 28 Nov 2011 20:22:17 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1534</guid> <description><![CDATA[Ricercatori del MIT annunciano la creazione di un componente fondamentale per processare i segnali luminosi. Con l'aggiunta di granato niente più tempi morti per convertire da luce a elettricità]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/11/MIT-Diodo.jpg?cbf681"><img class="alignleft size-medium wp-image-1537" title="Ricercatori del MIT" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/11/MIT-Diodo-300x199.jpg?cbf681" alt="Ricercatori del MIT" width="300" height="199" /></a>Roma &#8211; I ricercatori del prestigioso <em>Massachusetts Institute of Technology</em> (MIT) annunciano la creazione di quello che definiscono &#8220;un diodo per la luce&#8221;, un componente in grado di facilitare l&#8217;elaborazione dei segnali luminosi negli ipotetici chip fotonici del futuro prossimo venturo su substrato di silicio.</p><div><div>I chip fotonici sono un traguardo a cui da tempo lavorano le più importanti aziende dell&#8217;IT come <a href="http://punto-informatico.it/2957295/PI/News/intel-luce-silicio.aspx" target="_blank">Intel</a> e <a href="http://punto-informatico.it/2826077/PI/News/ibm-completa-suo-kit-nanofotonica.aspx" target="_blank">IBM</a>, e il nuovo componente creato nei laboratori del MIT si propone di risolvere uno dei problemi principali di questa tecnologia futuribile: la necessità (attualmente obbligata) di convertire input luminosi in segnali elettronici per poter processare le istruzioni e riconvertire il risultato in nuovi impulsi luminosi di output.Il &#8220;diodo&#8221; del MIT eliminerebbe invece la necessità di questo passaggio intermedio, permettendo a un ideale chip fotonico di processare i segnali luminosi in maniera diretta con tutti i vantaggi che ne deriverebbero dal punto di vista delle (enormemente) superiori prestazioni computazionali.Come un diodo elettronico, <a href="http://web.mit.edu/newsoffice/2011/optical-computing-diode-1123.html" rel="nofollow" target="_blank">spiegano</a> dal MIT, il diodo fotonico recentemente realizzato da Caroline Ross e colleghi è in grado di far passare i segnale luminosi in una sola direzione bloccando il loro passaggio nella direzione opposta. L&#8217;impiego del nuovo componente semplifica enormemente la realizzazione di un chip fotonico, visto che elimina la necessità di usare un ulteriore componente isolante esterno per stabilizzare la trasmissione fotonica e impedire la dispersione del segnale.Il segreto del diodo fotonico stà nell&#8217;utilizzo del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Granato" rel="nofollow" target="_blank">granato</a>, un minerale di colore rossastro che i ricercatori statunitensi sono riusciti a depositare su un substrato di silicio provocando appunto il passaggio libero del segnale fotonico in una sola direzione.</p><p>L&#8217;utilizzo del diodo fotonico al granato permette di sfruttare ampiamente i moderni metodi di progettazione e produzione dei chip al silicio, dicono dal MIT, riducendo grandemente il lavoro di conversione industriale necessario per la realizzazione di chip fotonici.</p><p><em>Alfonso Maruccia via <a href="http://punto-informatico.it/3349457/PI/News/luce-nel-silicio-diodo-fotonico.aspx">http://punto-informatico.it/3349457/PI/News/luce-nel-silicio-diodo-fotonico.aspx</a></em></p></div></div> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/11/28/luce-nel-silicio-il-diodo-fotonico/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>World Solar Challenge vincono i giapponesi</title><link>http://www.insolaria.it/2011/10/20/world-solar-challenge-vincono-i-giapponesi-repubblica-it/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/10/20/world-solar-challenge-vincono-i-giapponesi-repubblica-it/#comments</comments> <pubDate>Thu, 20 Oct 2011 14:54:35 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[auto elettriche]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[opportunità]]></category> <category><![CDATA[pannelli solari]]></category> <category><![CDATA[record]]></category> <category><![CDATA[Sole]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1382</guid> <description><![CDATA[Nelle auto solari è dominio dei giapponesi che per la seconda volta consecutiva, vincono il World Solar Challenge, il rally per veicoli a energia solare che traversa da nord a sud l&#8217;intero continente australiano, da Darwin a Adelaide. Dopo 3000 km di strade remote, schivando...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/10/110157940-897c5716-6da2-4596-8a31-2c46da1a3feb.jpg?cbf681"><br /> <img class="alignleft size-full wp-image-1383" title="" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/10/110157940-897c5716-6da2-4596-8a31-2c46da1a3feb.jpg?cbf681" alt="" width="230" height="153" /></a>Nelle auto solari è dominio dei giapponesi che per la seconda volta consecutiva, vincono il World Solar Challenge, il rally per veicoli a energia solare che traversa da nord a sud l&#8217;intero continente australiano, da Darwin a Adelaide. Dopo 3000 km di strade remote, schivando canguri e cammelli selvatici ed evitando incendi, l&#8217;auto dell&#8217;università di Tokai si era portata in testa sin dalla partenza domenica scorsa, e ha tagliato il nastro di arrivo a Adelaide verso mezzogiorno di oggi. Al secondo posto, con mezz&#8217;ora di distacco, l&#8217;olandese Nuon Solar dell&#8217;università di Delft, seguita a breve distanza dall&#8217;auto dell&#8217;università del Michigan. Trentasette auto di 21 paesi, fra cui l&#8217;italiana Emilia 2 dell&#8217;istituto meccanico della Ferrari e dell&#8217;Università di Bologna, avevano preso il via da Darwin, usando solo l&#8217;energia generata dal sole, nell&#8217;11/a edizione biennale del rally.<br /> <a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/10/015914-tokai_solar_challenge.jpg?cbf681"><img class="alignright size-full wp-image-1390" title="tokai_solar_challenge" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/10/015914-tokai_solar_challenge-300x229.jpg?cbf681" alt="" width="300" height="229" /></a><br /> La gara di quest&#8217;anno è stata resa più pericolosa dagli incendi nel remoto Territorio del nord, che hanno costretto le auto a fermarsi martedì e accamparsi presso un blocco stradale della polizia, mentre le fiamme attraversavano la Stuart Highway, 300 km a nord della città centrale di Alice Springs.</p><p>Nel primo giorno di gara la squadra tedesca si era fermata per soccorrere quella filippina, rimasta ferma a Tennant Creek quando l&#8217;auto è scoppiata in fiamme dopo un&#8217;esplosione della batteria. Non vi sono stati feriti, l&#8217;auto è stata riparata e ha ripreso la corsa con nuove batterie.</p><p>via <a href="http://www.repubblica.it/motori/attualita/2011/10/20/news/world_solar_challenge_vincono_i_giapponesi-23545391/">World Solar Challenge vincono i giapponesi &#8211; Repubblica.it</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/10/20/world-solar-challenge-vincono-i-giapponesi-repubblica-it/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Chevrolet EN-V &#8211; Ovetto elettrico a due posti</title><link>http://www.insolaria.it/2011/10/19/chevrolet-en-v-lovetto-elettrico-a-due-posti-zeroemisssion-news/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/10/19/chevrolet-en-v-lovetto-elettrico-a-due-posti-zeroemisssion-news/#comments</comments> <pubDate>Wed, 19 Oct 2011 15:47:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[auto elettriche]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[Innovazione]]></category> <category><![CDATA[opportunità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1375</guid> <description><![CDATA[Di un “ovetto” non ha solo la forma, ma anche le sorprese: al suo interno si apre infatti un mondo ultratecnologico per il comfort e la connessione continua con gli altri e con l'ambiente circostante. Il tutto per una guida più sicura e più pulita. Parliamo del concept EN-V (abbreviazione che significa veicolo elettrico in rete) di General Motors]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/10/20111019043358_ArrivalaChevroletENVlovettoelettricoadueposti.jpg?cbf681"><img class="alignleft size-medium wp-image-1376" title="Ovetto Elettrico" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/10/20111019043358_ArrivalaChevroletENVlovettoelettricoadueposti-300x176.jpg?cbf681" alt="" width="300" height="176" /></a> Di un “ovetto” non ha solo la forma, ma anche le sorprese: al suo interno si apre infatti un mondo ultratecnologico fatto di comfort in cui si è sempre connessi con gli altri e con l&#8217;ambiente circostante. Il tutto per una guida più sicura e più pulita. Parliamo della EN-V (abbreviazione che significa veicolo elettrico in rete), la risposta di General Motors alla crescente domanda di mezzi di trasporto sicuri, connessi e non inquinanti. Si tratta della city car a forma di un ovetto elettrico per due, una specie di ibrido a metà tra un auto e uno scooter che ha fatto il suo debutto l&#8217;anno scorso al Salone di Shanghai. Ora il colosso automobilistico di Detroit ha annunciato l&#8217;arrivo a breve della seconda generazione. “Gli EN-V avranno il marchio Chevrolet”, spiega Chris Perry, vice presidente marketing e strategia globale Chevrolet. Che rivela: “Per i suoi 100 anni, il marchio Chevrolet si è concentrato sulla realizzazione di tecnologie all’avanguardia accessibili e ad un costo contenuto al fine di migliorare la vita dei clienti”. In questa direzione si muove la Chevrolet EN-V, che ora evolve proprio in base alle richieste dei clienti, come la rivoluzionaria guida autonoma grazie al navigatore Gps, che consentirà di spostarsi in futuro su strade prive di semafori e di segnaletica, dove il trafficosarà regolato grazie alla connessione wireless.</p><p>Il primo banco di prova della EN-V sarà la fase di sperimentazione per le strade della città di Tianjin: location ideale scelta con l&#8217;intesa siglata ad aprile tra GM e la SSTEC (Sino-Singapore Tianjin Eco-City Investment and Development Co. Ltd), che prevede infatti l’integrazione della prossima serie del ovetto elettrico nella eco-città cinese che punta a diventare un centro di eccellenza delle tecnologie pulite. Azionata da batterie agli ioni di litio, la EN-V è in grado di percorrere almeno 40 chilometri con una ricarica completa da una tradizionale presa domestica: un’autonomia accettabile per la maggior parte degli spostamenti urbani. Priva di volante, si guida grazie a una specie di joypad ed è sempre connessa a internet tramite wi-fi per comunicare agli altri veicoli la posizione esatta. &#8220;E&#8217; una soluzione ideale per ridurre il traffico e gli incidenti, ma soprattutto per un trasporto urbano non dipendente dal petrolio e a emissioni zero&#8221;, sottolineano alla GM. Una svolta, visto che &#8220;entro il 2030, oltre il 60% della popolazione mondiale (che avrà raggiunto gli 8 miliardi) vivrà in aree urbane,&#8221; conclude Perry. (f.n.)</p><p>via<a href="http://www.zeroemission.eu/Mobilit%C3%A0-sostenibile/Chevrolet-EN-V%2C-l%27ovetto-elettrico-a-due-posti/news/14536.phtml">Chevrolet EN-V, l&#8217;ovetto elettrico a due posti &#8211; zeroEmisssion News</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/10/19/chevrolet-en-v-lovetto-elettrico-a-due-posti-zeroemisssion-news/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Presentata la terza generazione della Smart Elettrica</title><link>http://www.insolaria.it/2011/10/06/presentata-la-terza-generazione-della-smart-elettrica/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/10/06/presentata-la-terza-generazione-della-smart-elettrica/#comments</comments> <pubDate>Thu, 06 Oct 2011 15:32:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[auto elettriche]]></category> <category><![CDATA[energie alternative]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[europa]]></category> <category><![CDATA[mediterraneo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1333</guid> <description><![CDATA[ROMA &#8211; Debutto ufficiale della terza generazione Smart Fortwo electric drive nella cornice del centro storico di Roma. Disponibile dalla primavera del prossimo anno la nuova Smart elettrica sara&#8217; assemblata nello stabilimento di Hambach, in Francia, e distribuita in oltre trenta mercati, tra cui l&#8217;Italia....]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/10/1317821072386_smart.jpg?cbf681"><img align="left" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/10/1317821072386_smart-150x150.jpg?cbf681" alt="" title="" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1334" /></a>ROMA &#8211; Debutto ufficiale della terza generazione Smart Fortwo electric drive nella cornice del centro storico di Roma. Disponibile dalla primavera del prossimo anno la nuova Smart elettrica sara&#8217; assemblata nello stabilimento di Hambach, in Francia, e distribuita in oltre trenta mercati, tra cui l&#8217;Italia. Dal momento della commercializzazione sara&#8217; possibile acquistare la Smart Fortwo electric presso la rete commerciale al prezzo di 19.900 Euro, IVA esclusa.</p><p>Ma sarà anche possibile averla al prezzo di 15.900 Euro, IVA esclusa, se si sceglie di ricorrere al noleggio della batteria con un canone mensile di 54 Euro, IVA esclusa. I dati caratteristici della terza generazione Smart alimentata a batteria aprono un capitolo importante nella metamorfosi annunciata della mobilita&#8217; elettrica. La city car franco tedesca sfoggia la capacita&#8217; di regalare nuove emozioni in termini di silenziosita&#8217;, efficienza e brillanti prestazioni nel totale rispetto dell&#8217;ambiente. &#8220;Smart fortwo ha superato se stessa &#8211; ha commentato Annette Winkler, responsabile del marchio Smart &#8211; Gia&#8217; pioniera della mobilita&#8217; urbana, ora, con la nuova electric drive, inaugura parametri di riferimento piu&#8217; avanzati garantendo un maggiore piacere di guida e al tempo stesso il rispetto dell&#8217;ambiente. Con la nuova generazione, la piu&#8217; volte citata epoca della mobilita&#8217; elettrica e&#8217; definitivamente iniziata.&#8221;</p><p>La terza generazione Smart non e&#8217; solo un&#8217;evoluzione del modello esistente. Auto fortemente innovativa, nasce soprattutto dall&#8217;analisi attenta dell&#8217;esperienza della clientela con le generazioni precedenti. Tra le richieste dei clienti figuravano una velocita&#8217; di punta più elevata e maggiore accelerazione oltre i 60 km/h, mentre il bisogno di autonomia e&#8217; stato quasi nullo. L&#8217;evoluzione della terza generazione inizia con le nuove batterie da 17,6 kWh prodotte dalla Deutsche Accumotive che permettono circa 140 Km di mobilita&#8217; a zero emissioni. Una differenza che sembra contenuta, in termini numerici, ma diventa gigantesca se si tiene conto delle prestazioni offerte dalla nuova motorizzazione elettrica Bosch da oltre 73 Cv. Una potenza che significa superare agevolmente i 120 Km/h, accelerare da 0 a 60 km/h in 5 secondi e da 0 a 100 km/h in meno di 13 secondi.</p><p>Prestazioni super, per una city car elettrica, che si traducono in una piu&#8217; agile, brillante e agile mobilita&#8217; cittadina e nella possibilita&#8217; di divertire, con l&#8217;esuberante spinta del motore elettrico, piu&#8217; delle convenzionali versioni con motore a scoppio. Quando la Smart electric drive e&#8217; a corto di energia, la batteria si ricarica in un massimo di otto ore da qualsiasi presa domestica. Chi ha bisogno di ricariche immediate può scegliere la funzione di ricarica rapida, disponibile a richiesta, che consente con un caricatore di bordo da 22 kW di effettuare una ricarica completa in meno di un&#8217;ora.</p><p>via <a href="http://wwwc.ansa.it/motori/notizie/rubriche/prove/2011/10/05/visualizza_new.html_675308659.html?idPhoto=1">Presentata la terza generazione della Smart Elettrica &#8211; Prove e Novità &#8211; Motori &#8211; ANSA.it</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/10/06/presentata-la-terza-generazione-della-smart-elettrica/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>NASA, denari per l&#8217;aereo elettrico</title><link>http://www.insolaria.it/2011/10/06/nasa-denari-per-laereo-elettrico/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/10/06/nasa-denari-per-laereo-elettrico/#comments</comments> <pubDate>Thu, 06 Oct 2011 10:10:21 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[fotovolatico]]></category> <category><![CDATA[Innovazione]]></category> <category><![CDATA[opportunità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1324</guid> <description><![CDATA[L&#8217;agenzia spaziale statunitense assegna un ricco premio a due società partecipanti a un concorso per aerei eco-compatibili. In futuro l&#8217;aviazione potrà fare a meno di carburanti inquinanti, promette NASA Roma &#8211; Mentre l&#8217;auto elettrica comincia lentamente (ma inesorabilmente?) a trasformarsi da sogno irrealizzabile in realtà...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/10/Electric-Airplane-1-537x402.jpg?cbf681"><img align="left" class="aligncenter size-medium wp-image-1114" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/10/Electric-Airplane-1-537x402-70x70.jpg?cbf681" alt='Aereo Elettrico' /></a>L&#8217;agenzia spaziale statunitense assegna un ricco premio a due società partecipanti a un concorso per aerei eco-compatibili. In futuro l&#8217;aviazione potrà fare a meno di carburanti inquinanti, promette NASA</p><p>Roma &#8211; Mentre l&#8217;auto elettrica comincia lentamente (ma inesorabilmente?) a trasformarsi da sogno irrealizzabile in realtà quotidiana alla portata di molti, NASA investe milioni per finanziare le più promettenti iniziative nel campo dell&#8217;industria aerospaziale &#8220;verde&#8221;. La promessa è quella di un futuro in cui volare non farà più rima con &#8220;inquinare&#8221; o &#8220;consumare&#8221; grandi quantità di carburanti di origine fossile.</p><p>L&#8217;agenzia spaziale statunitense ha recentemente tenuto il contest CAFE Green Flight Challenge, una gara in cui 14 diversi team hanno rivaleggiato per la creazione del più efficiente velivolo elettrico o &#8220;verde&#8221;. L&#8217;obiettivo della sfida era far librare e mantenere in volo il velivolo per oltre 320 chilometri, distanza da percorrere in meno di due ore e con un consumo di meno di 1 gallone (3,7 litri) di carburante per passeggero o l&#8217;equivalente in consumi elettrici.</p><p>A vincere il contest di NASA è stata un&#8217;azienda con un nome curioso, Pipistrel-USA.com, che nondimeno è stata in grado di rispettare e andare oltre i requisiti imposti dall&#8217;agenzia spaziale. Il premio per la prima classificata equivale a 1,35 milioni di dollari, mentre alla seconda classificata, il team californiano eGenius, è andato un premio di consolazione di 120mila dollari.Il team leader di Pipistrel-USA.com W. Langelaan sottolinea l&#8217;importanza di questo genere di manifestazioni, testimonianza della &#8220;nascita del viaggio aereo personale che è sia economico che realmente ecosostenibile&#8221;.</p><p>Altrettanto entusiastici i commenti di NASA, che per bocca di Joe Parrish ringrazia Pipistrel-USA.com per &#8220;aver dimostrato che i velivoli elettrici sono andati oltre la fantascienza e sono ora nel novero delle possibilità reali&#8221;.</p><p>via <a href="http://punto-informatico.it/3293716/PI/News/nasa-denari-aereo-elettrico.aspx">PI: NASA, denari per l&#8217;aereo elettrico</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/10/06/nasa-denari-per-laereo-elettrico/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Auto elettrica a 280 orari, nuovo record del mondo</title><link>http://www.insolaria.it/2011/10/05/auto-elettrica-a-280-orari-nuovo-record-del-mondo/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/10/05/auto-elettrica-a-280-orari-nuovo-record-del-mondo/#comments</comments> <pubDate>Wed, 05 Oct 2011 14:13:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[auto elettriche]]></category> <category><![CDATA[energie alternative]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[Innovazione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1317</guid> <description><![CDATA[Sul mercato non se ne vedono e i loro annunciati debutti subiscono continui ritardi, così l&#8217;auto elettrica si concentra sugli inutili record di velocità. Un tipo di primato da tempo scomparso nel mondo dell&#8217;auto visto che si è arrivati ben presto oltre i mille orari...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/10/124100394-78474063-c6cb-461b-a3c0-f1b9691d2b22.jpg?cbf681"><img align="left" class="aligncenter size-medium wp-image-1114" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/10/124100394-78474063-c6cb-461b-a3c0-f1b9691d2b22.jpg?cbf681" alt="Auto Elettrica record" /></a>Sul mercato non se ne vedono e i loro annunciati debutti subiscono continui ritardi, così l&#8217;auto elettrica si concentra sugli inutili record di velocità. Un tipo di primato da tempo scomparso nel mondo dell&#8217;auto visto che si è arrivati ben presto oltre i mille orari (l&#8217;ultimo record del 1997 è di 1700 orari e già negli anni Trenta si è superata la soglia dei 500 orari e nel 1970 quella dei 1000 km/h).</p><p>Ora la Brigham Young University, nello Utah con un razzo frutto di sette anni di lavoro, si è spinto fino alla velocità record di 280 chilometri orari, ossia stabilendo il nuovo record del mondo per vetture elettriche della categoria prototipi universitari (quello assoluto è di 487.672 km/h).</p><p>Il primato, che è stato certificato, è stato raggiunto grazie a un&#8217;auto (si fa per dire vista forma e dimensioni&#8230;) in fibra di carbonio. Ma più che il nobile materiale, quasi un obbligo ormai per chi scende in pista o cerca primati vari per la sua robustezza e leggerezza, qui l&#8217;idea sta tutta in un nuovo approccio alla sperimentazione.</p><p>L&#8217;&#8221;Electric blue&#8221;, questo il suo nome (probabilmente un omaggio alla famosa auto da record Bluebird delgli anni trenta), è stato infatti progettato interamente al computer, tagliando i tempi di realizzazione in modo drastico visto che così gli ingegneri sono riusciti a fare quasi tutti i test con simulazioni virtuali. Non solo, anche sul fronte dell&#8217;accumulo di energia è stata fatta una grande ricerca visto che quest&#8217;auto è spinta da una serie di batterie al litio-ferro-fosfato.</p><p>Quello che conta davvero, però, per la Brigham Young University che ha investito nel progetto è che la Electric Blue è stata una palestra per oltre 130 ragazzi della facoltà di ingegneria dell&#8217;università statunitense: &#8220;Gli studenti di musica devono dare concerti, e quelli di danza balletti &#8211; ha spiegato Perry Carter, il professore che ha coordinato il progetto &#8211; quelli di ingegneria devono costruire cose come queste e partecipare a competizioni per vedere come funzionano. L&#8217;esperienza è la chiave dell&#8217;educazione&#8221;. Il problema è che queste &#8220;palestre&#8221; da record del mondo costano. E da noi ormai con i fondi universitari disponibili si riescono a realizzare si e no dei go-kart: non è una battuta ma quello che fanno davvero i nostri atenei di ingegneria.<br /> <a href="http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/auto-elettrica-a-280-orari-nuovo-record-del-mondo/77547?video">Video</a></p><p>via <a href="http://www.repubblica.it/motori/attualita/2011/10/05/news/electric_blue-22734017/">Auto elettrica a 280 orari Nuovo record del mondo &#8211; Repubblica.it</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/10/05/auto-elettrica-a-280-orari-nuovo-record-del-mondo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Le rinnovabili battono l&#8217;atomo</title><link>http://www.insolaria.it/2011/09/21/le-rinnovabili-battono-latomo/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/09/21/le-rinnovabili-battono-latomo/#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Sep 2011 08:54:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[Innovazione]]></category> <category><![CDATA[opportunità]]></category> <category><![CDATA[record]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1201</guid> <description><![CDATA[Per la prima volta negli Usa si è prodotta più energia alternativa di quella nucleare. Una tendenza che fa ben sperare per il futuro(19 settembre 2011) Negli Stati Uniti le rinnovabili hanno superato l&#8217;atomo. O, per essere più precisi: per la prima volta, nei primi...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/09/jpg_2130672.jpg?cbf681"><img src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/09/jpg_2130672.jpg?cbf681" alt='' align="left" class="aligncenter size-medium wp-image-1114" alt="rinnovabili"/></a><b>Per la prima volta negli Usa si è prodotta più energia alternativa di quella nucleare. Una tendenza che fa ben sperare per il futuro(19 settembre 2011)</b></p><p>Negli Stati Uniti le rinnovabili hanno superato l&#8217;atomo. O, per essere più precisi: per la prima volta, nei primi mesi del 2011, l&#8217;energia prodotta da fonti rinnovabili ha oltrepassato la controparte nucleare.</p><p style="text-align: left;">Lo dice un rapporto pubblicato dall&#8217;Eia (Energy Information Administration), l&#8217;agenzia americana che analizza i dati nazionali sull&#8217;energia.</p><p>In particolare lo scorso marzo le rinnovabili hanno raggiunto quasi 800 trilioni di Btu (British thermal unit, l&#8217;unità che misura l&#8217;energia); mentre il nucleare si è fermato a meno di 700 trilioni di Btu.</p><p>Naturalmente sono dati da prendere &#8220;cum grano salis&#8221;: bisogna tenere conto infatti non solo delle fluttuazioni stagionali nella produzione di energia, ma anche del fatto che le rinnovabili includono, oltre al solare, l&#8217;eolico, la geotermia e l&#8217;idroelettrico, anche i biofuel e le biomasse, usati soprattutto nei trasporti.</p><p>E dunque, se si tiene conto solo della produzione elettrica, il nucleare è ancora avanti. Ma, a giudicare dal trend, non per molto.</p><p>via <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2161532">Le rinnovabili battono l&#8217;atomo &#8211; l’Espresso</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/09/21/le-rinnovabili-battono-latomo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Italia prima al mondo nel fotovoltaico</title><link>http://www.insolaria.it/2011/09/16/italia-prima-al-mondo-nel-fotovoltaico/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/09/16/italia-prima-al-mondo-nel-fotovoltaico/#comments</comments> <pubDate>Fri, 16 Sep 2011 13:41:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category> <category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category> <category><![CDATA[Fotovoltaico Sicilia]]></category> <category><![CDATA[impianti fotovoltaici]]></category> <category><![CDATA[Innovazione]]></category> <category><![CDATA[pannelli solari]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1189</guid> <description><![CDATA[Uno squarcio di ottimismo nel generale grigiore che caratterizza le analisi economiche sull’Italia. Secondo uno studio realizzato da Epia European Photovoltaic Industry Association, la Penisola chiuderà l’anno in corso al primo posto mondiale per capacità installata nel fotovoltaico. Un primato conseguito grazie al sorpasso sulla...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/09/pannello-fotovoltaico.jpg?cbf681"><img align="left" class="aligncenter size-medium wp-image-1114" width="200" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/09/pannello-fotovoltaico.jpg?cbf681" alt="" /></a></p><p style="text-align: left;">Uno squarcio di ottimismo nel generale grigiore che caratterizza le analisi economiche sull’Italia. Secondo uno studio realizzato da Epia European Photovoltaic Industry Association, la Penisola chiuderà l’anno in corso al primo posto mondiale per capacità installata nel fotovoltaico. Un primato conseguito grazie al sorpasso sulla Germania.Il dato è stato comunicato oggi a PV Rome Mediterranean, il salone internazionale delle tecnologie fotovoltaiche per il Mediterraneo che si svolge nell’ambito di ZeroEmission Rome. Negli ultimi anni il settore ha dato un forte impulso alla creazione di nuovi posti di lavoro, circa 20mila addetti diretti, con un’età media dei lavoratori di 35 anni.</p><p>via <a href="http://www.tekneco.it/energia/italia-prima-al-mondo-nel-fotovoltaico/">Italia prima al mondo nel fotovoltaico | Tekneco</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/09/16/italia-prima-al-mondo-nel-fotovoltaico/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Med in Italy casa solare italiana al Solar Decathlon</title><link>http://www.insolaria.it/2011/07/20/med-in-italy-casa-solare-italiana-al-solar-decathlon/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/07/20/med-in-italy-casa-solare-italiana-al-solar-decathlon/#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Jul 2011 10:09:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1126</guid> <description><![CDATA[Al Solar Decathlon di Madrid nel 2012 partecipa anche MED in Italy, casa solare progettata in Italia e adatta al clima mediterraneo. Gli italiani, perciò, si confronteranno con altri 19 progetti provenienti da tutto il mondo. MED in Italy è stata messa a punto dall’Università...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/07/casa_pic.jpg?cbf681"><img src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/07/casa_pic.jpg?cbf681" alt='' align="center" class="aligncenter size-medium wp-image-1114" /></a></p><p>Al Solar Decathlon di Madrid nel 2012 partecipa anche MED in Italy, casa solare progettata in Italia e adatta al clima mediterraneo. Gli italiani, perciò, si confronteranno con altri 19 progetti provenienti da tutto il mondo. MED in Italy è stata messa a punto dall’Università Roma Tre e il Laboratorio di Disegno Industriale della Sapienza.</p><p>Si ispira alle case sumere dove era previsto un giardino e il cortile, è modulare e la si monta in otto giorni. Sono previsti il recupero delle acque piovane, acque grigie e risparmio energetico grazie alla produzione di 11400 kWh e al consumo di 1900 kWh.</p><p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/23926798?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=ffffff" width="400" height="300" frameborder="0"></iframe></p><p>via <a href="http://www.ecoblog.it/post/12875/med-in-italy-casa-solare-italiana-al-solar-decathlon">Med in Italy casa solare italiana al Solar Decathlon</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/07/20/med-in-italy-casa-solare-italiana-al-solar-decathlon/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>All&#8217;Istituto Vallauri l&#8217;energia si produce pedalando</title><link>http://www.insolaria.it/2011/07/20/allistituto-vallauri-lenergia-si-produce-pedalando/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/07/20/allistituto-vallauri-lenergia-si-produce-pedalando/#comments</comments> <pubDate>Wed, 20 Jul 2011 07:46:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1120</guid> <description><![CDATA[Parecchio tempo fa parlammo di un interessante progetto dell’Istituto G Vallauri di Roma. Era il 2007 e l’istituto scolastico romano vinceva il premio Bmw Clean Energy Award riservato ad idee particolarmente innovative in tema di energie rinnovabili. Ebbene, quello che era un progetto sulla carta...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/07/Bicicletta.jpg?cbf681"><img class="alignleft size-medium wp-image-1114" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/07/Bicicletta.jpg?cbf681" alt='Bicicletta' align="left" /></a>Parecchio tempo fa parlammo di un interessante progetto dell’Istituto G Vallauri di Roma. Era il 2007 e l’istituto scolastico romano vinceva il premio Bmw Clean Energy Award riservato ad idee particolarmente innovative in tema di energie rinnovabili. Ebbene, quello che era un progetto sulla carta si è ora convertito in realtà, tanto che alla fine di quest’ultimo anno scolastico è stato reso operativo.</p><p>L’idea, nata da Oscar Santilli, insegnante dell’istituto, ha come obiettivo quello di migliorare la conoscenza e la coscienza delle questioni energetiche, attraverso un canale educativo alternativo alla didattica scolastica tradizionale. Alla fine dell’anno scolastico è stata pertanto inaugurata la “sala dell’energia”, attrezzata con diciotto cyclette in grado di produrre energia elettrica, per mezzo di alcune dinamo attivate dalle pedalate o rotazioni a manovella.</p><p>La particolarità del progetto non si ferma però qua, tanto che, per evitare che ad usufruire dei mezzi siano i soliti nomi, si è deciso di diffondere l’iniziativa a quanti più studenti possibile. Ad ogni ragazzo è stata quindi data una card per accumulare i propri crediti energetici attraverso cui è possibile ricevere dei premi. In sostanza, tanto più uno studente sarà in grado di produrre Wh pedalando, quanto più gli sarà possibile accumulare crediti che potranno essere convertiti in ingressi al cinema, libri o musica in rete. I crediti saranno visibili in diretta su un display e memorizzati su un database accessibile dalla rete. L’iniziativa però non si ferma qui; infatti è prevista anche una quota aggiuntiva di crediti riservata a coloro che, oltre a pedalare sui rulli, verranno a scuola in bici.</p><p>Per quanto il progetto sia partito già da quest’anno, sarà però operativo al 100% soltanto dal prossimo settembre: la speranza è quella di incentivare gli studenti a comportamenti più sostenibili cercando di far loro capire il valore del risparmio energetico e l’importanza delle fonti di energia rinnovabile.</p><p>via EcoBlog | <a href="http://www.ecoblog.it/post/12885/allistituto-vallauri-lenergia-si-produce-pedalando">AllIstituto Vallauri lenergia si produce pedalando</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/07/20/allistituto-vallauri-lenergia-si-produce-pedalando/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Shell Eco-Marathon 2011, le auto ecologiche del futuro</title><link>http://www.insolaria.it/2011/06/24/shell-eco-marathon-2011-le-auto-ecologiche-del-futuro/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/06/24/shell-eco-marathon-2011-le-auto-ecologiche-del-futuro/#comments</comments> <pubDate>Fri, 24 Jun 2011 10:22:33 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1111</guid> <description><![CDATA[Tre tappe, una in America, una in Europa e una in Asia, alla &#8221;Shell eco-marathon&#8221; gli studenti dei più prestigiosi istituti del mondo si sfidano per costruire le automobili ecologiche del futuro, per l&#8217;Italia, tra gli altri, i Politecnici di Milano e di Torino. viaYouTube...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a class="fancybox" rel="fancybox" href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/06/ecomarathon.jpg?cbf681"><img src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/06/ecomarathon-300x189.jpg?cbf681" alt="" title="eco - marathon" width="300" height="189" class="alignleft size-medium wp-image-1114" /></a> Tre tappe, una in America, una in Europa e una in Asia, alla &#8221;Shell eco-marathon&#8221; gli studenti dei più prestigiosi istituti del mondo si sfidano per costruire le automobili ecologiche del futuro, per l&#8217;Italia, tra gli altri, i Politecnici di Milano e di Torino.</p><p><object width="425" height="350" ><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RBmqkAv1CYg&amp;feature=youtu.be" /><param name="wmode" value="transparent" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/RBmqkAv1CYg&amp;feature=youtu.be" wmode="transparent"></embed></object></p><p>via<a href="http://www.youtube.com/watch?v=RBmqkAv1CYg&amp;feature=youtu.be">YouTube &#8211; Shell Eco-Marathon 2011 &#8211; Le auto ecologiche del futuro</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/06/24/shell-eco-marathon-2011-le-auto-ecologiche-del-futuro/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La silenziosa rimonta delle energie rinnovabili &#124; Greenpeace Italia</title><link>http://www.insolaria.it/2011/06/23/la-silenziosa-rimonta-delle-energie-rinnovabili-greenpeace-italia/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/06/23/la-silenziosa-rimonta-delle-energie-rinnovabili-greenpeace-italia/#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Jun 2011 15:05:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1099</guid> <description><![CDATA[News &#8211; 23 giugno, 2011 La rivoluzione silenziosa delle rinnovabili è già iniziata ed è inarrestabile. Lo riveliamo oggi con il rapporto &#8220;The Silent Energy [R]evolution, una nuova analisi del mercato mondiale della produzione energetica. Il rapporto dimostra come a partire dagli anni &#8217;90 abbia...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/06/energy2.jpg?cbf681" rel="fancybox" class="fancybox"><img align="left" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/06/energy2-300x210.jpg?cbf681" alt="" title="Wind Turbines in South Korea" width="300" height="210" class="alignleft size-medium wp-image-1105" /></a><br /> News &#8211; 23 giugno, 2011<br /> La rivoluzione silenziosa delle rinnovabili è già iniziata ed è inarrestabile. Lo riveliamo oggi con il rapporto &#8220;The Silent Energy [R]evolution, una nuova analisi del mercato mondiale della produzione energetica. Il rapporto dimostra come a partire dagli anni &#8217;90 abbia avuto inizio una silenziosa, ma sempre più crescente, rivoluzione energetica.</p><p>La produzione di energia solare ed eolica, nell&#8217;ultimo decennio, è infatti cresciuta più rapidamente di qualsiasi altra fonte energetica al punto che oltre un quarto (26%) della nuova potenza installata nello scorso decennio è a carico delle rinnovabili, mentre il nucleare rappresenta solo un 2% della potenza installata nello stesso periodo.</p><p>Quanto successo in quest&#8217;ultimo decennio dimostra che oggi i governi possono fare una scelta semplice e chiara: rinunciare a fonti pericolose come il nucleare e il carbone e puntare sulle rinnovabili, non solo per salvare il clima ma anche per garantire sviluppo e occupazione.</p><p>La corsa delle rinnovabili procede a scapito di nucleare e carbone. Mentre il nucleare ha avuto bisogno di 10 anni per installare circa 35.000 MW (2000-2010) l&#8217;eolico ha installato una potenza analoga nel solo 2010. Sempre nell&#8217;ultimo decennio, gli investimenti sul carbone sono diminuiti ovunque tranne che in Cina, dove però è stata raddoppiata ogni anno dal 2003 la potenza di eolico installata.</p><p>Ciò a dimostrazione del fatto che anche  la Cina ha deciso di puntare sulle rinnovabili. E l&#8217;Italia?</p><p>Dopo la schiacciante vittoria referendaria e la decisione della Germania di uscire dal nucleare e puntare su rinnovabili ed efficienza, ora anche il governo italiano  dovrebbe investire nell&#8217;energia pulita. Soprattutto se si considera che a partire dal 2004 si è registrato un forte incremento degli investimenti sul gas, mentre nel 2009 e 2010 sono state le rinnovabili a dominare la scena.</p><p>I prossimi anni saranno decisivi per un&#8217;ulteriore affermazione del settore delle energie pulite. Per questo chiediamo che siano riviste le politiche energetiche attraverso l&#8217;introduzione di tariffe modulate per fonte energetica e taglia (feed-in premium tariffs) con accesso prioritario dell&#8217;energia rinnovabile alla rete elettrica.</p><p>La silenziosa rimonta delle rinnovabili inizia a farsi sentire.</p><p>Leggi &#8220;La silenziosa [R]ivoluzione energetica&#8221;</p><p>Per scaricare la versione completa del rapporto in inglese clicca qui</p><p>via<a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/La-silenziosa-rimonta-delle-energie-rinnovabili/">La silenziosa rimonta delle energie rinnovabili | Greenpeace Italia</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/06/23/la-silenziosa-rimonta-delle-energie-rinnovabili-greenpeace-italia/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Germania, nel villaggio che non compra energia &#124;Ambiente &#8211; LaStampa.it</title><link>http://www.insolaria.it/2011/06/23/ambiente-lastampa-it-germania-nel-villaggio-che-non-compra-energia/</link> <comments>http://www.insolaria.it/2011/06/23/ambiente-lastampa-it-germania-nel-villaggio-che-non-compra-energia/#comments</comments> <pubDate>Thu, 23 Jun 2011 09:30:56 +0000</pubDate> <dc:creator>Giambattista</dc:creator> <category><![CDATA[News Fotovoltaico]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.insolaria.it/?p=1092</guid> <description><![CDATA[Le pale eoliche sono 43 con una potenza di 74,1 megawatt. Sole, vento e letame: Feldheim nel Brandeburgo è diventato autosufficiente. ALESSANDRO ALVIANI - FELDHEIM (BRANDEBURGO) All’apparenza Feldheim sembra avere ben poco di rivoluzionario. Questo quartiere di Treuenbrietzen, un paesotto a una settantina di chilometri a Sud...]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/06/eolico_02.jpg?cbf681" rel="fancybox" class="fancybox" alt="Pale Eoliche"><img align="left" src="http://cdn.insolaria.it/wp-content/uploads/2011/06/eolico_02.jpg?cbf681" alt='Pale eoliche' class="alignleft size-medium wp-image-1014" /></a>Le pale eoliche sono 43 con una potenza di 74,1 megawatt. Sole, vento e letame: Feldheim nel Brandeburgo è diventato autosufficiente. ALESSANDRO ALVIANI - FELDHEIM (BRANDEBURGO)</p><p>All’apparenza Feldheim sembra avere ben poco di rivoluzionario. Questo quartiere di Treuenbrietzen, un paesotto a una settantina di chilometri a Sud di Berlino, si riduce tutto a una strada desolatamente vuota, una manciata di case verniciate di fresco e qualche cascina in mattoni rossi abbandonata al proprio destino. Eppure, quando ne parla, il sindaco di Treuenbrietzen Michael Knape non nasconde una punta di orgoglio. «Questo è il centro energetico della Germania. Non ci troviamo certo a Berlino, ma per quanto riguarda il futuro siamo un passo avanti ai berlinesi».</p><p>Il futuro qui? Per capire cosa intenda basta alzare lo sguardo al di là delle villette: l’intera Feldheim è circondata di turbine eoliche. Alla fine degli Anni 90 erano 4, oggi sono 43. Insieme all’impianto di biogas rappresentano il fiore all’occhiello di Feldheim: questo è il primo villaggio tedesco autarchico dal punto di vista energetico. Il calore e la corrente utilizzati dai 150 abitanti vengono autoprodotti interamente qui da fonti rinnovabili e viaggiano attraverso una propria rete elettrica e una di teleriscaldamento, appositamente posate sotto terra. Feldheim si è staccata dal resto della rete tedesca e oggi è un’isola a sé stante.</p><p>I 150 «ribelli» non hanno nulla dello stereotipo dell’attivista anti-nucleare tedesco, ma i modi schivi del meccanico Wilko Dalichow. «La prima volta che mi hanno parlato dell’idea ero sorpreso: una cosa del genere non l’avevo mai sentita &#8211; racconta, lisciando con la mano la tuta nera -. Pensavo che fosse solo un’utopia. E invece è andata diversamente: il progetto è una gran cosa». Sono bastate tre assemblee a convincere Dalichow e gli altri residenti a partecipare. Insieme hanno creato una propria mini-municipalizzata, diventandone soci con un investimento di 3.000 euro.</p><p>Grazie ai fondi europei e a quelli nazionali, integrati da un prestito bancario, hanno messo insieme la cifra (1,7 milioni di euro) necessaria per realizzare una propria rete locale di riscaldamento. Il resto l’ha fatto la Energiequelle GmbH, la società che gestisce il parco eolico, creando per 450 mila euro una rete elettrica separata. Risultato: un’economia a ciclo chiuso.</p><p>L’impianto di biogas, che copre l’intero fabbisogno termico, funziona grazie al letame di suini e bovini e al mais forniti dalla cooperativa agricola locale. E il quartiere consuma meno dell’1% della corrente fornita dai 43 impianti eolici. «Una turbina di questo tipo produce 4 milioni di chilowattora per anno. Da sola basterebbe a coprire il fabbisogno di 10 Feldheim» racconta Werner Frohwitter, portavoce della Energiequelle, indicando le immense pale alle sue spalle, che ruotano producendo un fruscio quasi impercettibile. L’unico rumore è il fischio che arriva da un ventilatore all’interno della turbina. «Per riuscire in un progetto come questo è fondamentale coinvolgere sin dall&#8217;inizio i cittadini &#8211; sorride Frohwitter -. Se vedono che possono trarne profitto, partecipano».</p><p>I cittadini di Feldheim traggono due volte profitto dalla rivoluzione verde. Anzitutto pagano la loro corrente 16,6 cent per chilowattora, il 25% in meno di Berlino. Un prezzo che resterà stabile per dieci anni. Molti, inoltre, sono piccoli proprietari terrieri e affittano i terreni su cui ora svettano gli impianti eolici. Non solo. «Oggi abbiamo di fatto la piena occupazione», nota il sindaco Knape. Per sfruttare fino in fondo il calore prodotto dall’impianto di biogas la Energiequelle ha insediato qui una fabbrica che produce le strutture portanti di metallo su cui poggiano i pannelli solari dei parchi fotovoltaici e che dà lavoro a 22 persone, cui si aggiungono i 37 impiegati della cooperativa agricola. «Siamo anche riusciti a fermare il calo demografico», aggiunge Knape. Anzi, «un paio di giovani famiglie hanno deciso di trasferirsi qui dopo l’avvio del progetto». Nuovi investimenti sono in programma per un centro di documentazione e di formazione per giovani tecnici delle energie rinnovabili e per un sistema che immagazzini l’energia eolica.</p><p>Può un villaggio di 150 abitanti diventare un esempio per località più grandi? «Certo &#8211; spiega Frohwitter &#8211; quasi in ogni regione ci sono risorse da sfruttare».</p><p>via<a href="http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/ambiente/articolo/lstp/408204/">Ambiente &#8211; LaStampa.it: Germania, nel villaggio che non compra energia</a>.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.insolaria.it/2011/06/23/ambiente-lastampa-it-germania-nel-villaggio-che-non-compra-energia/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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